Gli infissi, essendo esposti direttamente sull’esterno della casa, sono tra gli elementi più a rischio di tentativi di effrazione. Per questo è proprio da loro che inizia la sicurezza domestica: ma come implementarla al meglio?
Oggigiorno esistono diverse soluzioni, sia dal punto di vista dei materiali che da quello tecnologico in senso stretto, con la domotica che si sta facendo valere anche su questo versante. Segui i consigli di Verona Finestre e i tuoi infissi diventeranno delle barriere invalicabili!
La tecnologia a supporto della sicurezza
La sicurezza domestica, anche a livello di infissi e serramenti, ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, grazie all’evoluzione tecnologica e all’integrazione di diversi dispositivi e sistemi. A supporto delle solide basi fisiche che ormai contraddistinguono le finestre, sono infatti subentrate delle sentinelle elettroniche che, integrandosi con la domotica della casa, avvertono ogni tentativo di intrusione e lo stroncano sul nascere.
Stiamo parlando di sensori appositi, in grado di rilevare in tempo reale lo stato (di apertura o di chiusura) dell’infisso e le possibili forzature subite. La loro attivazione, in seguito ad avvenimenti sospetti, comporta l’immediato invio di un segnale al sistema di allarme, che reagirà a seconda di come è stato tarato: può cominciare a suonare, mandare un avvertimento allo smartphone del proprietario di casa o, addirittura, avvisare le autorità competenti. O anche compiere tutte queste azioni insieme. È evidente che la domotica permette di elevare la sicurezza degli infissi a un livello superiore.
Vetri antisfondamento
Ovviamente, oltre alla tecnologia, conta anche la materialità di un infisso nell’ambito della sicurezza. E, in questo senso, tra le varie componenti di una finestra, un ruolo di primaria importanza lo acquisiscono i vetri. I più sicuri sono senza dubbio quelli antisfondamento, creati attraverso un processo di stratificazione rinforzante: grazie a una specifica pellicola, vengono fatte aderire più lastre in maniera compatta, così che la struttura complessiva del vetro risulti più solida e stabile. In questo modo la resistenza agli urti può divenire davvero inscalfibile.
Quanto? Dipende in quale classe antisfondamento si colloca l’infisso in questione. Esistono 8 categorie stabilite dalla norma UNI EN 356 (“Prove e classificazione di resistenza all’attacco manuale”), la quale prende in esame anche il contributo dei vetri nel resistere a un tentativo di effrazione. Essa individua 5 classi di partenza, dalla P1A alla P5A, costruite in base alla resistenza mostrata dal vetro alla caduta di una sfera di acciaio di 4,1 kg. A queste si aggiungono le ultime tre di eccellenza, dalla P6B alla P8B, che si fondano su delle prove eseguite con un’ascia e assicurano ancora più garanzie rispetto alle precedenti.
I nostri consigli
Un vetro antisfondamento montato su un infisso rivedibile nelle altre componenti è una spesa vana e fine a sé stessa. Il consiglio dunque è quello di investire su ogni elemento della finestra, in modo che risulti inattaccabile ovunque. Perciò: le ferramenta, ovvero l’insieme di cerniere, aste e sistemi di chiusura che permettono di aprire o chiudere una finestra, devono essere rinforzate (del resto, sono le prime a venire scassinate), il telaio deve risultare robusto e ben saldo, altrimenti rischia di essere abbattuto con una semplice spallata, e la maniglia deve essere bloccata da elementi aggiuntivi, che rendano più complessa la forzatura.
Per acquistare un infisso che presenti tutte queste caratteristiche insieme, ci si può affidare alle categorie stabilite dalle normative europee UNI EN 1627-1628-1629-1630, le quali, in seguito a specifici test, hanno individuato sei differenti classi di resistenza, andando a definire in maniera crescente l’antieffrazione di una finestra. Anche da questo punto di vista abbiamo un consiglio: prendete in considerazione infissi che vadano dalla seconda classe in su, perché quelli appartenenti alla prima resistono solo a tentativi di scasso effettuati con la forza fisica.