Quanta sicurezza garantiscono i vetri antisfondamento?

Si sente spesso parlare di vetri antisfondamento come soluzione ideale per garantire una protezione e sicurezza extra (sia in ambito privato che pubblico) ma, a volte, può capitare che non si riesca ad individuare con correttezza i vetri che sono effettivamente identificabili come tali, in quanto mancano le informazioni per poter valutare al meglio quelli che fanno al caso nostro. Ecco dunque una guida completa ai vetri antisfondamento e, per qualsiasi consiglio, noi di Verona Finestre siamo a vostra disposizione per supportarvi nella scelta garantendo prodotti di qualità e una valida esperienza a supporto.

Cosa si intende per vetro antisfondamento?

Quando si parla di vetri antisfondamento, si fa riferimento a quei vetri che sono caratterizzati da una maggiore resistenza agli urti rispetto ai quelli comuni. Per essere considerato tale, un vetro antisfondamento deve essere sottoposto ad un processo di stratificazione che lo rinforza, e per questo si parla anche di “vetro stratificato”: tale risultato si ottiene facendo aderire più lastre che si compattano insieme grazie a una specifica pellicola che solidifica la struttura. 

Si tratta di una soluzione perfetta per garantire un elevato livello di sicurezza contro eventuali tentativi di rottura od urti, siano essi accidentali che intenzionali: essendo poi difficili da infrangere, non generano frammenti pericolosi che potrebbero ferire le persone. Esistono differenti tipologie di vetri antisfondamento, tra le quali troviamo:

  • Vetri antinfortunio: leggermente più resistenti dei vetri standard, con uno spessore di 3+3 mm. Quando si rompono non producono frammenti pericolosi, e per questo sono particolarmente indicati per abitazioni e uffici.
  • Vetri antivandalismo: con uno spessore minimo da 4+4 mm, sono utilizzati in tutti quegli edifici (come musei, negozi o stadi) dove si desidera dissuadere o comunque ritardare il più possibile l’ingresso non legittimato degli estranei.
  • Vetri antiesplosione o antiproiettile: il loro spessore supera i 30 mm. I primi sono concepiti per resistere ad un certo numero di pallottole, mentre i secondi riescono a resistere anche quando esposti ad un’onda d’urto generata da una deflagrazione esterna. Perfetti per banche, uffici postali, gioiellerie e commissariati di polizia.

In base a cosa vengono classificati i vetri antisfondamento?

A definire i vetri antisfondamento, è la norma EN 356 “Vetro di sicurezza – Prove e classificazione di resistenza contro l’attacco manuale”, che regolamenta le caratteristiche necessarie per classificare i vetri in base alle proprietà antieffrazione. Le classi di riferimento sono poi 8: le prime 5 vanno da P1A a P5A.

Ma come si determina l’appartenenza ad una di queste classi? Si effettua una prova di resistenza alla caduta di una sfera d’acciaio di 4.1kg, che si considera riuscita se la sfera non riesce ad attraversare completamente il profilo nei 5 secondi successivi all’impatto. Per le successive 3 classi invece, quelle che vanno da P6B a P8B, la prova prevede l’utilizzo di un’ascia.

È utile installare infissi con vetri antisfondamento?

Installare infissi con vetri antisfondamento è la scelta ideale per chi vive in luoghi isolati, a rischio intrusione, o per tutti coloro che vogliono garantire la massima protezione possibile agli inquilini di un’abitazione, soprattutto quando sono coinvolti dei bambini, in quanto non solo proteggono la casa dalle possibili intrusioni, ma prevengono pure gli incidenti tra le mura domestiche.

In altre parole, assicurano un livello di sicurezza maggiore, oltre ad agevolare l’isolamento termico e acustico, rappresentando dunque un’alternativa particolarmente consigliata anche per chi vive in una zona particolarmente rumorosa o trafficata.

Noi di solito proponiamo questo tipo di vetri con il “kit sicurezza” che comprende anche una ferramenta dedicata e maniglie con sistema di blocco movimentazione.